«Non mi interessa». «Ne capisco poco». «Tanto ci pensa mio marito». Quante volte ce lo siamo dette. Ma superare la paura del denaro, e imparare a gestirlo, è il primo passo per affermare la nostra autonomia. E non diventare inconsapevoli vittime di violenza economica
di Myriam Defilippi
03.05.2026 – www.donnamoderna.com
Oggi, privati come siamo di tante sicurezze del passato, dallo stipendio fisso alla pensione certa, è fondamentale imparare a gestire i propri soldi, stanandoli dal tabù che culturalmente li avvolge e dal timore reverenziale che siano materia da addetti ai lavori. Occuparsi del proprio denaro è un compito di tutti, ma in particolare di chi si trova in una condizione di maggiore fragilità: le donne e i giovani.
A penalizzare le donne non c’è solo il pay gap.
Come dimostra il saggio Denaro al femminile: una sfida possibile di Chiara Galgani e Valeria Santoro (FrancoAngeli), la nostra vita finanziaria si snoda di gap in gap: c’è quello salariale (lo stipendio è in media del 17% più basso di quello degli uomini), quello patrimoniale (le donne possiedono il 35% della ricchezza privata complessiva), quello creditizio (una richiesta di credito viene rifiutata il 20% più spesso alle imprese a guida femminile), e quello pensionistico (l’assegno è inferiore del 30%).
Molte donne sono a rischio di violenza economica
Non solo. Secondo una recente ricerca dell’Istituto Piepoli per Directa SIM, quasi una donna su due dichiara di aver rinunciato almeno una volta a scelte economiche per pressioni o aspettative del partner o della famiglia. Mentre uno studio di Gruppo Sella e Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano rileva che circa 6,5 milioni di italiani si trovano in una condizione di rischio medio o elevato di violenza economica senza esserne consapevoli. E, di questi, la maggioranza sono donne.
Claudia Segre da anni promuove l’educazione digitale e finanziaria
In prima fila per sottolineare il ruolo dell’inclusione finanziaria come viatico per la libertà femminile c’è Claudia Segre: tra le protagoniste del saggio Denaro al femminile, vanta una lunga carriera sui mercati internazionali e da delegata ai meeting di istituzioni come Banca Mondiale e G7/W7. Dieci anni fa ha fondato la Global Thinking Foundation per promuovere l’educazione economica e digitale, soprattutto tra le donne: il prossimo evento pubblico sarà il Financial Health Forum, il 18 maggio a Roma (gltfoundation.com). «Ai nostri sportelli arrivano spesso donne che non hanno coscienza del profilo economico della vita che stanno conducendo» dice. «Non sanno quanto guadagni il loro compagno, quanto costi l’asilo del bambino…».
Troppe donne si sentono inadeguate rispetto alla gestione del denaro
Il retaggio culturale che ancora opera nella nostra società da un lato pone le donne in una condizione di scarsa dimestichezza con i soldi e dall’altro «fa considerare normale il fatto che vengano usate come ammortizzatori sociali a svolgere, da caregiver e non solo, attività domestiche e di cura prive di valorizzazione economica e sociale». Il risultato di questa tradizione così castrante fa sì che in troppe – giovani comprese – il senso di inadeguatezza rispetto alla gestione del denaro produca una paura, mascherata spesso da indifferenza, che le tiene lontane dalle “faccende finanziarie”.
Le ragazze si interessano meno dei ragazzi alle questioni legate ai soldi.
Lo ha constatato anche Bank Station, azienda per la promozione dell’educazione finanziaria fondata da Luca Dann e Francesco Namari. Oltre alle iniziative in scuole e aziende, i loro podcast e attività social riscuotono un indubbio successo, ma faticano a intercettare il pubblico femminile. «Siamo su piattaforme come TikTok e Instagram popolate prevalentemente da giovani e ci segue soprattutto quella fascia d’età. Ma si tratta perlopiù di ragazzi, così come sono quasi solo maschi a commentare» spiega Luca Dann. «Questo succede anche se cerchiamo di essere il più inclusivi possibile e la nostra stessa redazione ha una forte presenza femminile».
Educazione finanziaria non vuol dire austerità
Che tratti del conto corrente o dei mercati valutari, Bank Station sbroglia un linguaggio spesso ostico ma con un approccio che non è quello del “te lo spiego facile”. «Noi tutti in redazione abbiamo un background nel settore bancario-finanziario» continua Dann. «I concetti complessi non diventano semplici, ma cerchiamo di renderli chiari». Il loro libro Educazione finanziaria, per davvero (Longanesi) smonta le narrazioni fuorvianti. «Non troviamo giusto associarla ad austerità e frugalità» aggiunge Dann. «Però fuggiamo anche da chi propone formule tipo “Diventi ricco in una settimana”».
È importante conoscere la finanza comportamentale
Se Bank Station è un nome che omaggia la celebre fermata della metro nel cuore della City londinese, la finanza d’Oltreoceano è stata di ispirazione per il battesimo di Colazione a Wall Street, la piattaforma di Francesco Casarella e Francesca Caterina Santin dedicata a educazione finanziaria e consulenza indipendente. «Puntiamo molto sulla finanza comportamentale, perché è lì lo snodo di tante decisioni di un investitore» dice Santin. «Abbiamo appena lanciato un nuovo progetto, chiamato SHEllino, dove con contenuti video affrontiamo vari aspetti di piccola finanza quotidiana. Un esempio? Giornate come il Black Friday: spieghiamo l’importanza di gestire bene le offerte in periodi in cui molti finiscono con lo spendere troppo».
Negli investimenti facciamo tante scelte inconsapevoli.
La conferma di quali e quanti meccanismi mentali possano sabotare anche le nostre scelte economiche più razionali la offre il nuovo libro di Federica Dossena, Soldi ed emozioni (Apogeo), che propone una carrellata di storie vere di gestione del denaro: protagonisti sono vip come Lucio Dalla, Mike Tyson e Vasco Rossi, ma anche una “semplice” cittadina con un lavoro regolare e spese controllate. In ogni racconto emerge una scelta inconsapevole che conduce a un errore: dall’eccessiva prudenza che può irrigidirci nell’immobilità allo sfarzo divorante, fino a un investimento che pare sicuro ma in realtà nasconde un rischio sotto altra forma.
Per gestire bene i soldi serve una visione chiara
Federica Dossena il 7 maggio sarà tra gli ospiti del Salone del Risparmio di Milano, (salonedelrisparmio.com): quel giorno l’evento è gratuito e aperto al grande pubblico con appuntamenti dal taglio pratico e divulgativo, da “Dove e come investono i fondi pensione?” a “Strumenti pratici per il benessere finanziario“. Dossena sottolinea due punti che tutti dovremmo tenere bene a mente: «Primo: il denaro ha bisogno di visione e non solo di emozione. Secondo: il patrimonio più importante che abbiamo, e che dobbiamo coltivare, è la consapevolezza».