di Martino Scacciati – 30/06/2026 – www.italiaoggi.it
Ricerca al Senato: quasi due su tre non hanno sufficiente dimestichezza nel saper distinguere, per esempio, tra entrate e uscite, nel capire l’importanza del risparmio o valutare l’effetto dell’inflazione
Un giovane su cinque può contare su un proprio reddito, spesso grazie ad attività digitali, ma, allo stesso tempo, solo uno su tre ha delle competenze finanziare minime. È il contraddittorio panorama che risulta da una ricerca promossa dal senatore di FI Dario Damiani, presentata la settimana scorsa al Senato durante il convegno “Educazione finanziaria e giovani. Comprendere la Gen Z per costruire il futuro”.
Patrocinato dal ministero dell’Economia, lo studio si concentra su comportamenti economici, valori e aspettative dei ragazzi nati tra il 1997 e il 2012 in un contesto, come quello attuale, caratterizzato da incertezza, accelerazione tecnologica e modalità di lavoro e consumo in continua trasformazione.
L’indagine rivela così che solo il 35% di chi ha un’età compresa tra 14 e 29 anni possiede competenze finanziarie di base. Gli altri,quasi due su tre, invece non hanno sufficiente dimestichezza nel saper distinguere, per esempio, tra entrate e uscite, nel capire l’importanza del risparmio o valutare l’effetto dell’inflazione. Queste difficoltà collocano l’Italia negli ultimi posti della classifica dei Paesi dell’area Ocse sui temi dell’alfabetizzazione finanziaria giovanile.
La Gen Z sembra tuttavia consapevole di questi suoi limiti. Secondo la ricerca, i giovani sentono il bisogno di una maggiore formazione economico-finanziaria. Soprattutto, chiedono strumenti per poter controllare le proprie spese, maggiore trasparenza e servizi personalizzati.
Qual è il canale attraverso cui quel terzo di ragazzi più consapevoli ha appreso nozioni economiche o finanziarie? La ricerca spiega che sempre più giovani si informano in Rete. E dunque sui social network, per mezzo di creator digitali o community online. Il Web è un punto di riferimento imprescindibile anche quando si tratta di prendere delle decisioni economiche. In casi del genere, gli appartenenti alla Gen Z si affidano a influencer e digital creator. Ma anche ai familiari.
Quando decide di investire dei soldi, il 42% dei giovani Z utilizza piattaforme di investimento digitale. Il 22%, invece, riesce a generare un reddito autonomo. Spesso, attraverso attività digitali, freelance o creator economy.
«La Gen Z – ha commentato il senatore Damiani – prende decisioni economiche in un contesto sempre più digitale e complesso, spesso senza strumenti adeguati. I dati della ricerca presentata oggi indicano un divario da colmare e una grande opportunità: rendere l’educazione finanziaria una competenza concreta, diffusa e accessibile».